Villanova d'Asti, in breve
Villanova d'Asti (Vilaneuva d'Ast in piemontese) è un comune italiano di 5 553 abitanti della provincia di Asti, situato pressappoco al centro del Piemonte.
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La sua fondazione risale all'anno 1248, come risulta da precisi documenti dell'archivio astigiano. Concorsero alla fondazione gli abitanti di Dusino, Solbrito e Supponito, località presso Corveglia poi abbandonata ma il cui ricordo è tenuto vivo dalla piazza ad essa dedicata. Fin da epoca romana è attestata comunque la presenza di agglomerati (Brassicarda) dovuti probabilmente a veterani cui venivano assegnati appezzamenti.
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Le chiese principali sono San Pietro, Sant'Isidoro (patrono), San Martino. Quest'ultima inizialmente fu dalle suore pavesi dedicata a San Felice; custodisce una statua della Madonna del Clementi, uno splendido altare ligneo ("delle anime nere"), l'altar maggiore di Carlo Pellagata (1777), un Macrino d'Alba, due opere del Moncalvo oltre ad un Cristo battezzato da San Giovanni Battista alla presenza dei Santi Pietro, Andrea ed angeli e, nella medesima cappella, una rappresentazione di Villanova protetta dai santi Sebastiano e Rocco posta sopra un altare il cui marmo mostra San Martino. Quasi di fronte è sita una caratteristica dimora in mattoni a vista, casa Baldissera, classico esempio di Settecento piemontese.
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Il santo protettore del paese è sant'Isidoro, che viene festeggiato la prima domenica di settembre con la particolare benedizione dei buoi e l'incanto del cappello per la recitazione di strambotti dialettali dopo la messa.
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Sin dalla fondazione il fertile territorio circostante favorì l'agricoltura. Quasi assente la vite, danno invece ottima resa i cereali. A Villanova si alleva ancor oggi "la bionda", ossia la gallina conosciuta anche come "nostralina" o "rossa delle crivelle", un tempo diffusa sulle terre fedeli ai Savoia; la gallina bianca era invece allevata dai sudditi dei marchesi di Saluzzo. La presenza del casello autostradale, sulla direttrice Torino-Alessandria, la stazione ferroviaria a pochi chilometri ed una ampia pianura intorno hanno permesso a Villanova di diventare negli ultimi decenni il terzo polo industriale della provincia, dopo il capoluogo e Canelli.
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